Quattro chiacchiere e due tazze

Salve a tutti e bentornati sul mio piccolo spazio. Oggi faremo quattro chiacchiere con la poetessa Michela Zanarella  in libreria con la silloge Recupero dell’essenziale (InternoLibri)

Il libro che ti ha reso una divoratrice di libri?

In realtà sono diversi, ma partirei da un classico “Piccole donne” di Louisa May Alcott, pubblicato inizialmente in due volumi, il primo nel 1868 e il secondo nel 1869, negli Stati Uniti con il titolo ‘Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy’. Nel 1880 i due volumi furono riuniti in uno solo ‘Little Women’ che continua a essere quello letto e conosciuto da tutti. Essendo considerato un romanzo di formazione, perché affronta il tema della famiglia, della crescita e della trasformazione interiore nel passaggio dall’ adolescenza all’età adulta, mi ha conquistato subito. Poi ho amato molto anche ‘Il senso di Smilla per la neve’ un romanzo scritto dallo scrittore danese Peter Høeg e pubblicato nel 1992. Rimasi affascinata dalla descrizione dei luoghi, la storia è ambientata a Copenaghen. Smilla è una glaciologa, cioè una geologa specializzata in ghiaccio, figlia di un medico di chiara fama e di una cacciatrice eschimese, e vive sulla pelle il razzismo dei danesi nei confronti delle persone originarie della Groenlandia. Un libro intenso che mi ha fatto conoscere una realtà diversa e restare col fiato sospeso.

Parlaci del tuo personaggio letterario preferito.

Se dovessi scegliere un personaggio direi “Il piccolo principe” nato da Antoine de Saint-Exupéry.  Ci troviamo a leggere un racconto molto poetico del 1943 che affronta temi complessi e profondi, come il senso della vita, il significato dell’amore e dell’amicizia. La storia inizia con l’incontro tra un pilota di aerei, precipitato nel deserto del Sahara, e un bambino, un principe di un asteroide lontano chiamato B-612. Su questo asteroide vivono soltanto il bambino, tre vulcani e una piccola rosa, molto vanitosa, che lui cura e ama. Durante questo viaggio tra luoghi e persone il protagonista incontra alcuni personaggi e si confronta con il mondo degli adulti. Ho amato molto la spontaneità del personaggio, lo stupore, la meraviglia e la sua sete di conoscenza.

Parlaci delle tue esperienze lavorative nell’ambito editoriale e di viaggi letterari.

Mi sono avvicinata al mondo letterario senza conoscere le dinamiche editoriali, è stata una scoperta graduale che ho imparato negli anni, anche scontrandomi con realtà contrastanti. Ho esordito nel 2006 con una raccolta poetica “Credo”, ma ero completamente estranea a questo mondo, perché la mia quotidianità era rivolta al lavoro e allo studio. Diciamo che da allora si sono susseguiti incontri, esperienze e ho preso maggiore consapevolezza. Ho iniziato a collaborare con alcune case editrici, siti letterari, blog culturali occupandomi di recensioni e interviste. Ho diretto anche una collana di poesia. I viaggi sono stati diversi, perché ho raggiunto e visitato molte città italiane ed europee per presentare i miei libri e per partecipare a rassegne e festival. Sono stata anche sulla nave dei libri di Leggere Tutti, che arriva a Barcellona. Un’esperienza meravigliosa, perché mentre si è in viaggio sulla nave ci sono presentazioni di libri, conferenze, dibattiti, incontri.

Credi che la lettura possa aiutare in momenti difficili?

La lettura nutre anima e mente, apre alla riflessione, è una grande risorsa. Leggere consente di apprendere, affrontare argomenti delicati e complessi, ma anche immaginare, sognare, sperare. Sicuramente aiuta a comprendere meglio noi stessi e ciò che ci circonda.

La copertina e il titolo influenzano molto i tuoi acquisti? Oppure basta solo la trama?

Mi colpiscono molto i titoli, perché se un titolo è curioso, accattivante, è più alta la probabilità che io lo scelga. Anche la grafica di copertina ha la sua importanza, perché l’occhio spinge verso ciò che cattura nell’originalità. La trama è un elemento fondamentale, ma spesso da sola, non basta. Un giusto equilibrio tra questi fattori porta decisamente all’acquisto.

Rileggi un libro che non ti ha convinto? Perché?

Di solito se un libro non mi convince già dall’inizio, faccio un minimo tentativo, ma se proprio vedo che non mi prende, lo chiudo e lo abbandono. E’ capitato poche volte, ma ho rinunciato a proseguire la lettura, mi sono arresa. Non l’ho vissuta bene questa cosa, perché mi è sembrata quasi una sconfitta, un limite nel non saper accettare ciò che non piace e non stimola.

Oltre alla scrittura, ti dedichi alla lettura?

Certamente. Leggo moltissimo. Di tutto. Ma prevalentemente tanta poesia, anche contemporanea. Ho iniziato a leggere prestissimo, ricordo che ero talmente affascinata dai libri che mio padre ogni settimana me ne comprava diversi, visto l’interesse che mostravo. Li divoravo. Leggevo di sera fino a notte inoltrata.

Un breve commento su e-book e cartacei.

Non amo molto gli e-book, li trovo freddi, troppo lontani. Preferisco il cartaceo, mi piace toccare la carta, sfogliare le pagine, annusarle, sentire il contatto diretto. Capisco che il digitale forse risulta più pratico, ma ancora sono legata all’oggetto libro, da collezionare e conservare.

Una breve opinione sulle librerie digitali.

Non mi attirano. Rimango dell’idea che la libreria tradizionale sia un luogo magico, che accoglie storie, persone, esperienze. Amo il confronto, l’incontro e non c’è paragone con altre realtà.

Perché i lettori dovrebbero leggere “Recupero dell’essenziale”?

Il libro contiene poesie dai contenuti universali, affronta temi importanti che abbracciano l’umanità. Chiunque potrà ritrovarsi in ciò che scrivo. Spero che chi sceglierà di leggermi si senta avvolto dalla luce e dalla serenità.

Grazie per il tuo tempo e la tua compagnia.

Ti auguro di volare sempre più in alto con i tuoi progetti.

© –lemienottibianche – Tutti i diritti sono riservati.

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Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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