Ti ricordi di me? -Parte 4

ph: Pinterest

Amsterdam… come dimenticarla? Non riuscì a credere ai miei occhi nel vedere due biglietti aereo, prenotati al volo e la sistemazione per la notte presa da un qualunque sito. Mi dissi che era a volta buona, che stava provando a guarire dalle sue incertezze, e partimmo felici.

Due zaini, una tracolla e un marsupio per lui. Ci bastava poco per viaggiare, non eravamo quelle coppie che si portavano mezza casa. Ci portavamo ciò che contava, perché quando viaggi non conta sfilare ma visitare e vivere in comodità la città.

Ciò che non potevo fare a meno erano i tranquillanti per Dario. Dovevo essere sempre pronta a calmare una sua crisi. E lo era. Spesso solo accarezzandogli la pancia e lo stomaco, tenendolo con la testa sulle gambe. Lo cullavo come se avessi la responsabilità delle sue azioni, paure, crisi. Mi sentivo in colpa se non lo soccorrevo o non ero pronta.  Era amore anche questo? Chi può dire di sì? Chi può dire di no? L’amore è più simile al mare che a una pozzanghera – non per la bellezza –ma per la vastità delle sue domande.  E le nostre domande si sospesero, dando fine alla nostra storia.

Forse una relazione termine l’esatto momento in cui si smette di fare domande. In cui si smette di mandare a quel paese l’altro e di chiedersi “Ma chi mi ha drogato il giorno in cui ti ho detto ti amo?”, di maledire il suo sporcare il lavello col caffè, il latte bruciato… di chiedersi sempre il perché di tutto quell’amore in una marea di teatrini quotidiani.

Ma, quello che si capisce dopo, che finché avviene tutto questo, non si crolla. La storia è ancora fresca e vitale come un bambino di due anni che corre anche con 40 gradi all’ombra per il parco. Finché ci si lamenta della gelosia, della mela sbucciata male, c’è la forza di restare insieme. Quando viene meno l’energia, quando non ci si lamenta più, quando si inizia a non voler vedere, quando non importa più di nulla, la storia sta crollando, e la stanchezza di entrambi, non fermerà il crollo.

L’amore resta intatto, ma i cuori e i corpi sono distrutti e l’amore da solo non basta. Non è vero tutto quello che la letteratura inglese ci vuole propinare: chi ha fatto crescere con degli ideali di storie così irreali da vedere il lieto fine sempre e comunque. La vita è più simile a un dramma, e quando si cala il sipario, non sai quali attori entreranno in scena.

E nella sua vita era entrata lei, perché io ero una presenza troppo ingombrante, troppo che lo mettevo in discussione. Ero la sua ira, la sua pazzia, ero tutto ciò che vedeva sempre troppo lontano nonostante dividessimo lo stesso letto e bevevamo il caffe della stessa caffettiera, che mangiucchiavamo gli stessi biscotti, i nostri panni che si lavano insieme nella lavatrice, lo stesso solo o vento li asciugava… lo stesso in tutto, in quella casa che ha vissuto con noi ogni momento di gioia e dolore.

E ora? Siamo solo ricordi e rimarremo tali.

Per sempre. Perché io sto solo monologando dentro di me e tu hai la tua corazza d’acciaio.

Resteremo per sempre una cartolina, di quelle che i turisti non possono fare a meno di comprare.

Resteremo per sempre noi.

In ricordo.

Ma pur sempre noi.

© –lemienottibianche – Tutti i diritti sono riservati.

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Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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