Un lungo inverno – 1 parte

Cos’è la morte? Una domanda che ci poniamo sul serio solo quando ci porta via qualcuno di importante, di indispensabile. Personalmente, la mia morte non mi ha mai spaventata. L’ho sempre paragonata a un lungo sonno. 

La sofferenza non è di chi va via, madi chi ti ama e continuerà a farlo.

La mancanza di quella voce, il pieno inverno anche a 40 gradi l’ombra. 

La morte è la cosa meno morta che esista. 

È viva dentro le mura di casa e dentro di noi, scende come un veleno che annienta a poco a poco.

Chissà dove sei, amore!

Chissà se è vero che tu mi vedi e ascolti le mie frustrazioni.

Chissà se avverti quanto mi manchi, oppure sei solo cenere che ho racchiuso e poi sparso dove solo tu sai.

Perché tu lo sapevi che stavi andando via, chiedendomi un gesto così duro da eseguire, ma impossibile da non esaudire.

Mi manchi.

Mi manchi, e quando piove scende più forte la malinconia, perché quando c’eri tu non avvertivo la nostalgia che la pioggia può infondere. 

Tu eri sole anche in pieno gennaio. Adesso è sempre inverno qui dentro di me.

Non ti posso chiedere di tornare.

Non ti posso chiedere di prendermi per mano.

Sono passati quattro anni.

Ancora spero che sia un feroce incubo che mi faccia svegliare di colpo.

Ma tu non ci sei, e il letto è freddo.

Da quattro anni è vuoto. Da quattro anni io sono pieno di dolore, e vuota di ogni cosa bella, perché la bellezza delle cose è andata via con te. 

Nulla ha senso, se non guardo attraverso i tuoi occhi. Sono solo funzioni, oggetti, e avvenimenti che entrano ed escono come le stagioni che cambiano.

Mi manchi.

Non sopporto la neve che non smette di cadere.

Non sopporto che ormai è sempre inverno.

Non sopporto più nulla, perché qualunque frase, gesto o emozione non conta se non è divisa con te.

Mi manchi, e so che non tornerai.

Ti ho perso, ma ci sei sempre.

So che mi vorresti felice, e magari anche innamorata.

Ma tu spiegami come faccio a sorridere a un volto che non sia il tuo?

Sarebbe come una buccia di un mela su una superfice di una pera.

Sarebbe guasto.

Stai sorridendo?

Ovunque tu sia, lo spero.

Ti amo.

© –lemienottibianche

Tutti i diritti sono riservati.

Ph: Fonte da Pinterest

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Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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