Sylvia Plath e Ted Hughes: storia di un’amore oltre l’amore.

Controverso. L’amore di Sylvia e Ted è stato un amore controverso. Nulla di più. Nulla di meno. Poeta inglese lui, poetessa americana lei, si incontrarono a una festa a Cambridge dove Sylvia si è trasferì a studiare grazie alla borsa di studio. Scrittrice emotiva – perseguitata la morte del padre e il suo tentativo di suicidio – ha delineato la sua vita con fare distruttivo nei confronti del suo genio letterale e intellettuale. E, in tutto questo nero, il ricovero in clinica e le terapie inumane “gli elettroshock”.

Poi… arrivò il matrimonio a quattro mesi dalla loro conoscenza: una “questione intima” che li portò a trasferirsi in  Massachussets, dove lei insegnònel college dove ha studiato: lo Smith College. Dopo un periodo iniziale però l’Amore incomincia a deteriorarsi. Sono troppo diversi: l’uno è pieno di vita, l’altra vive di ombre. Non sentiva nulla, a parte il desidero di sfornare dolci quando piove…

Poi arrivò la maternità e per Sylvia fu un nuovo motivo di divisione: l’essere madre la portava lontano dai suoi progetti letterali. Tuttavia, i primi anni furono piacevoli: lei spronava Ted, credendo nel suo talento, nonostante il suo blocco nello scrivere. Il talento di Sylvia era destinato all’oscurità. In questo periodo si spostarono tra Stati Uniti e Inghilterra. Poi tutto precipitò in un solo instante: Hughes iniziò una storia con Assia Wevill, l’affascinante moglie di un poeta canadese.

Quando Sylvia lo scoprì, lei accettò che il suo amore così idealizzato. E così mandò via di casa Ted e va vivere con i suoi figli a Londra. Iniziò un periodo di ristrettezze economiche, ma ultimò (1963) La campana di vetro – che all’epoca non venne apprezzato come meritava.

L’11 FEBBRAIO DEL 1963 diede fine alla sua vita (preferisco non menzionare la dinamica l’accaduto) dopo aver scritto l’ultima poesia Edge” e preparato l’ultima colazione per i suoi pargoletti: loro hanno avuto la sventura di nascere in ventre non adatto a questo vita. O forse che non ha avuto il giusto aiuto.

Ted nel frattempo diventò un poeta apprezzato e stimato nei suoi anni di vita. Sylvia lo divenne dopo la sua fine… Lui rimase in silenzio per più di trent’anni nonostante le accuse per il suicidio della moglie – poi diede alla stampala  raccolta poetica intitolata Birthday Letters, una conversazione con Sylvia alla ricerca di ricordi – di cui metterà fine alla sua carriera.

Chissà se Ted fosse stato un compagno diverso, meno preso se stesso e più attento alle fragilità di Sylvia, lei avrebbe avuto un epilogo diverso… Secondo voi è possibile? Oppure quando un’anima è destinata al buio finisce per inghiottita?

© –lemienottibianche

Tutti i diritti sono riservati.

Ph: Fonte da Pinterest

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Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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