Quattro chiacchiere e due tazze…

Salve a tutti e bentornati sul mio piccolo spazio. Oggi faremo quattro chiacchiere con Davide Bottiglieri.

Da sempre sei attivo nella divulgazione culturale di ogni genere?

Ho iniziato come scrittore, proponendo degli scritti su un blog che curavo con cadenza settimanale. Poi sono arrivate le prime pubblicazioni e, inserendomi sempre di più nel mondo culturale, ho compreso l’importanza della promozione degli altri artisti, oltre che della mia. Negli ultimi anni ho realizzato recensioni, scritte o in video, ho presentato autori, realizzato prefazioni, inserito scrittori all’interno di rassegne e tanto altro. L’arte e la cultura sono mondi di inclusione in cui non dovrebbe esserci spazio per l’egoismo o spettacolarizzazione dell’io.

Il tuo approccio con la lettura o forma d’arte che ti ha reso parte di questo mondo?

Ho iniziato a vivere il mondo della scrittura partendo, come molti, dalla lettura. È stato come coltivare un rapporto con un’amica o un partner. Quando mi ci sono approcciato ero molto giovane, pertanto anche il mio modo di relazionarmi alla lettura era immaturo, coerente con la mia età. Mi approssimavo solo a ciò che mi piaceva, non approfondivo i testi che non incontravano i miei gusti, abbandonavo subito l’analisi di volumi che trovavo “poco interessanti”. Con il tempo ho imparato ad approcciarmi alla lettura, e all’arte in generale, con occhi diversi, non con lo spirito di chi si vuole solo intrattenere, ma con l’animo di chi vuole conoscere, capire. Il cambio di prospettiva ha ribaltato anche l’origine del legame che si crea con l’artista: se prima, seguendo un algoritmo inculcato dal metodo scolastico, mi avvicinavo prima all’autore e poi all’opera, dopo ho cercato di conoscere la persona attraverso le pagine scritte. Ne cerco di svelare le sfumature, ne sondo la sensibilità, mi immagino anche il tono di voce, come se la storia me la raccontasse lui. Così per tutte le forme d’arte. Mi metto nella condizione di ascoltare, di imparare. In questo modo il mio rapporto con l’arte è diventato simbiotico, genuino.

Parlaci della tua vena noir…

Il noir fa parte di me. E non è un modo di dire. I miei primi racconti erano noir, senza che lo sapessi. Ho scritto Omicidi in si minore seguendo un’esigenza emotiva e solo al termine della stesura, facendo un passo indietro, mi sono accorto che non avevo scritto un giallo puro, ma che le tonalità si erano macchiate di un nero profondo. Anche come lettore o come spettatore di un film propendo per generi più dark. Penso che sia una questione di assonanza. Al pari di un qualsiasi altro genere letterario, storie narrate con questo filtro possono veicolare un messaggio; il noir usa vibrazioni che si accordano con maggiore facilità alle mie frequenze.

Parlaci delle tue esperienze lavoratine nell’abito editoriale.

Come detto, sono nato lettore. Poi ho iniziato a scrivere, pubblicando due romanzi e una raccolta di racconti per ragazzi. Da un anno ho aperto, insieme ad altri soci, un’officina artistica, casa di produzione cinematografica con marchio registrato e sede a Salerno. In questa realtà sono responsabile del settore editoriale. Aiutiamo autori e case editrici, curiamo tutto il ciclo di produzione di un libro, dalla valutazione dei manoscritti all’impaginazione. Supportiamo la stesura, diamo informazioni sul mondo editoriale, forniamo una vasta gamma di servizi editoriali.

La tua passione è nata per divertimento o per esigenza emotiva? (puoi essere anche vago, se ritieni troppo personale)

Quando ho iniziato a scrivere, l’ho fatto perché volevo raccontare delle storie all’interno di un blog. Nulla di più semplice. Quando chiusi il blog, continuai a scrivere, ma per me. Quella fase, contraddistinta da una forte solitudine artistica, è stata molto importante. Quando ci si ritrova da soli, in qualsiasi contesto, ci si guarda in faccia. A quel punto ho iniziato a scrivere per esigenza emotiva, in modo sempre più consapevole. Scelsi di provare a pubblicare al termine di un anno molto difficile, in cui ogni progetto che avevo messo in piedi era arenato. Non volevo essere una lista di fallimenti. Con il tempo ho acquisito serenità, sicurezza e consapevolezza. E anche le motivazioni e il sentimento con cui mi approccio alla scrittura sono cambiati.

La copertina/locandina e il titolo influenzano molto i tuoi acquisti? Oppure basta solo la trama?

Quando si è in libreria la prima cosa che vedi è la copertina. Non c’è niente da fare: una bella copertina attira l’attenzione! Bisogna però andare oltre e approfondire. Leggo un po’ la trama, capita che mi approcci alle prime righe, giusto per capire se lo stile dell’autore o dell’autrice mi interessa. Molte volte mi faccio guidare anche dall’istinto!

Rileggi un libro o rivedi un film che non ti ha convinto? Perché?

Sì, capita. Lo faccio a distanza di molto tempo, quando so di poterlo fare con occhi diversi. Bisogna dare sempre una seconda possibilità, ai libri come alle persone!

Un breve commento su e-book e cartacei.

Credo che l’invenzione del libro digitale sia fantastica. Checché se ne dica, gli e-book hanno una lista davvero lunga di vantaggi. Non sono di quelli che demonizza il digitale, anzi. Non escludo nessuna delle due versioni: leggo cartacei (dio li benedica!) e libri sul mio e-reader.

Un breve commento sul noleggio o acquisto di un film.

Acquistare o noleggiare un film significa dare a tutti gli operatori che lavorano al prodotto audiovisivo un riconoscimento. Forse non ho vissuto gli anni d’oro del Blockbuster, ma la cultura del noleggio o dell’acquisto di un film è rimasta. Sono un appassionato di cofanetti da raccolta. Sono straordinari!

Una breve opinione sulle librerie digitali.

Nell’epoca della digitalizzazione è fondamentale convertire tutto. Le librerie digitali forniscono una vetrina importante, ciononostante consiglio sempre di coltivare il rapporto con il proprio libraio di fiducia. Entrambe le realtà possono coesistere, basta trovare il giusto equilibrio.

Hai altri manoscritti in cantiere?

Sto lavorando a più progetti: un graphic novel da sceneggiare, un libro da curare per la mia città e la stesura del mio terzo romanzo. Sono tre lavori molto differenti l’uno dall’altro, ma è questo il bello. Mi piace sperimentare ed esplorare mondi nuovi.

Grazie per il tuo tempo e la tua compagnia.

Ti auguro di volare sempre più in alto con i tuoi progetti.

© –lemienottibianche

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Classificazione: 1 su 5.

Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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