Quattro chiacchiere e due tazze…

Salve a tutti e bentornati sul mio piccolo spazio. Oggi faremo quattro chiacchiere con Giusy Laganà.

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Il libro che ti ha reso una divoratrice di libri?

Il libro che mi ha resa divoratrice di libri è stato il primo libro che ho letto da bambina ossia “Piccole Donne” di Louisa May Alcott. Me lo regalarono delle amiche di mia madre in qualche occasione speciale, non ricordo se compleanno o Natale, e da quel momento il mondo dei libri mi ha catturata fino ad oggi. La lettura è diventata parte della mia vita, in un modo o nell’altro, una possibilità a cui io non vorrò mai rinunciare.

Parlaci del tuo personaggio letterario preferito.

Il mio libro preferito in assoluto che ogni tanto, a seconda dei cambiamenti che interessano la mia vita e la mia evoluzione rileggo con piacere e timore, è “Madame Bovary” di Gustave Flaubert. Emma Bovary è una donna con una dipendenza: il bisogno d’amore. Tanto che, ormai, da anni si parla di sindrome di Madame Bovary o di Bovarismo. Per farla breve, amo Emma e purtroppo mi identifico molto in lei. È una donna che ama la bellezza ma è allo sbando perché non riesce a colmare questo bisogno eccessivo di riempire il vuoto interiore ricco di mostri che la trascinano sempre più giù fino a supplicare sentimenti non corrisposti e poi al suicidio, atto finale non di disamore ma di troppo amore per sé stessa. La sua sofferenza mi ha sempre colpita. La ricerca della felicità diventa uno scopo primordiale per scoprire chi è davvero. In fondo, chiedo solo una cosa dal mondo: essere amata per quello che è davvero nonostante la sua natura transitoria.

Parlaci delle tue esperienze lavoratine nell’abito editoriale e di viaggi letterari.

Viaggi letterari è nato cinque anni fa. Mi ero appena trasferita a Saronno da Varese e mi sentivo molto sola. I miei affetti erano non molto distanti ma sicuramente non raggiungibili sempre. Leggevo in continuazione e Simone, mio marito, mi suggerì di aprire un blog per scrivere di libri e consigliare le mie letture. Da quel momento, seppure i tanti momenti difficili, ho conosciuto tante persone, tante case editrici, tanti amici. La mia vita si è sdoppiata: da una parte oggi c’è Giusy che lavora in una multinazionale della moda in Svizzera e che tutti i giorni si deve misurare con i numeri e con la sua vita privata lontana dai libri; dall’altra parte c’è Viaggi letterari e quindi una me con amici e amiche del settore, libri e storie che sono diventate protagoniste della mia vita. Oggi scrivo alcuni articoli per una rivista letteraria importante come Grado Zero, intervisto autori e organizzo presentazioni. A tutto questo mondo si è aggiunta la comunicazione social. Ho iniziato a curare la pagina Instagram di Voland e oggi mi occupo di due collane editoriali come Tulipani e Un cuore per capello ideate e curate con una meravigliosa persona accanto a me.

Credi che la lettura possa aiutare in momenti difficili?

La lettura mi ha reso una bambina che si è salvata da sola. Mi ha aiutata nei momenti più difficili del mio percorso di vita. La lettura è salvifica, aiuta sempre anche solo per non pensare. I bambini devono leggere, gli adulti anche. La lettura non è solo un passatempo, lo può essere certamente, prima di ogni cosa è una vocazione e come tale può aiutare.

La copertina e il titolo influenzano molto i tuoi acquisti? Oppure basta solo la trama?

La copertina è un bel biglietto da visita ma non sempre influenza quello che leggo. La maggior parte dei libri che leggo hanno copertine orribili. La letteratura non è direttamente proporzionale alla bellezza del marketing.

Rileggi un libro che non ti ha convinto? Perché?

A volte si, a volte no. Dipende da tanti motivi e dipende sempre dal tempo che ho a mia disposizione. Quando non mi convince però faccio molta fatica a rileggere.

Oltre alla lettura, ti dedichi alla scrittura?

Dopo la lettura, scrivere è qualcosa di marginale ma presente. Da ragazzina preferivo scrivere storie e racconti piuttosto che uscire, poi cestinavo tutto. Ho sempre pensato però che fossi più brava a dirle a voce le cose. Non sono mai stata brava a scrivere e mai spiccherò per questo. Ogni tanto però riesco a scrivere qualche racconto come “La falena e la lampadina” uscito in ebook per Tulipani lo scorso maggio ma rimane un mondo ancora difficile per me da padroneggiare. Non sarò mai una scrittrice anche se mi piacerebbe molto esserlo.

Un breve commento su e-book e cartacei.

Io leggo sia in ebook che in cartaceo perché quello che conta è leggere. Non vi sono differenze. La scelta dipende sempre dal costo, dallo spazio casalingo, dal peso del volume, se si viaggia spesso in treno, o se si vuole conservare il libro nella propria libreria di casa. Leggere, leggere, leggere!

Una breve opinione sulle librerie digitali.

Sono una sostenitrice accanita delle librerie indipendenti e cerco di evitare quelle digitali ma sono sincera e ammetto di usare anche quelle digitali. Il motivo è solo uno. Io non sono mai a casa e faccio fatica a farmi recapitare i libri, per questo utilizzo Amazon per esempio, in grado di farmi recapitare quanto acquisto anche all’interno dei supermercati alle nove di sera. Nella mia città non vi sono librerie di fiducia a cui appoggiarmi quindi, come in questo periodo, cerco di fare degli ordini anche nelle librerie sparse per l’Italia o se possibile faccio una gita fuori porta per esplorare e fare acquisti.

Grazie per il tuo tempo e la tua compagnia.

Ti auguro di volare sempre più in alto con i tuoi progetti.

Vi invito a visitare i suoi canali social:

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Classificazione: 1 su 5.

Pubblicato da Maria Capasso

Autrice e blogger.

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